giovedì 31 gennaio 2008

Le donne, i cavalier, l’arme e la roba - Storia e storie di Andrea Pazienza

" Non sarà sfuggito ai pazienziani più accaniti il recente Le donne, i cavalier, l’arme e labiopaz.jpg roba - Storia e storie di Andrea Pazienza. Il libro-intervista del giornalista modenese Franco Giubilei, edito da BD, racconta l’esistenza e la genesi delle opere di Paz attraverso il ricordo di chi gli fu vicino per molte stagioni, come l’amico Marcello D’Angelo, Betta Pellerano, la moglie Marina Comandini e, naturalmente, i compagni di strada Sparagna e Scozzari.

La struttura del testo ricorda il celebre Chi tocca muore, la monografia per magnetofono e celebrità dedicata da Bob Woodward a John Belushi, ma l’opera di Giubilei ha il merito di non speculare sulla discesa di Andrea nell’abisso dell’eroina, limitandosi a ricordare con la giusta pietas i tempi ormai lontani in cui girare per le strade di Bologna con una siringa personale che sporgeva dal taschino faceva fico.


La ricerca si avvale di tutto il materiale a disposizione, confrontandosi a testa alta con lo Scozzari di Prima pagare poi ricordare (Castelvecchi 1997, Coniglio 2004), ma anche tenendo conto del recente filone sanseverese ben rappresentato da Il giovane Pazienza di Enrico Fraccacreta (Stampa alternativa 2001). L’opera a più voci ci restituisce un Andrea Pazienza intero, innamorato geloso e unica rockstar del fumetto italiano al tempo stesso: la molteplice prospettiva delle interviste ce lo mostra ferito a morte da un abbandono e poco dopo raggelato durante una cena di lavoro dalle domande delle redattrici di Linus su dove sia finita la (ormai ex) fidanzata.


Giubilei ci porta a conoscere un Paz ragazzino a caccia sul Gargano insieme al padre e il fratello; più tardi ci rivela delle telefonate minacciose che un elemento della delinquenza pugliese effettuava in redazione presentandosi come l’agente di Andrea; la tragedia di un amore ormai spento prende i toni farseschi di Notte di carnevale, se Paz indossa un completo attillato rosso fuoco e il tutto si svolge nel corso di una festa in villa e l’anfitrione si chiama Mario Schifano.


Né si risparmia il doloroso tema del triangolo fra Betta Pellerano, il pittore Marcello Jori e il fumettaro Paz, a sua volta figlio d’un pittore: non già ménage à trois, sia chiaro, ma triangolo del desiderio inappagabile, figura dello squilibrio e del nascondimento. Triangolo percepito e cantato in immagini dallo stesso Andrea in una celebre tavola di Pentothal dove raffigura la nuova coppia nello stile a pupazzetto che costituiva il marchio di fabbrica di Jori.


Per la prima volta a mia conoscenza, inoltre, un libro raccoglie la sfida rappresentata dalle voci insistenti che negli anni hanno dipinto Andrea come fuggito da Bologna per una infamata legata al sottobosco dell’eroina.


In questo libro c’è l’amore e l’abbandono, l’amicizia come la potevi pensare a quindici anni e lo sprofondare deliberato nella dipendenza, un successo non richiesto e gestito il minimo indispensabile, un matrimonio deciso di fretta con troppi invitati in coda al bagno. C’è la vita di un artista e la vita di un ragazzo, in queste pagine, e arrivano in fretta i colori del tramonto sulle colline di Montepulciano."


Di Enrico Brizzi, luglio 2005




A Vincenzo e Rosmarì

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La città delle donne

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Deposizione

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martedì 22 gennaio 2008